![AFilDiMela AFilDiMela [A fil di Mela] Apple allergica ai diritti dei propri dipendenti?](http://www.applemobile.it/wp-content/uploads/2011/03/AFilDiMela.png)
Foxconn, il nome risulta familiare ai più. Infatti circa 1 anno fa il nome è apparso sui maggiori quotidiani, suscitando anche imbarazzo ai vertici Apple per i casi di suicidio di alcuni dipendeti (13). Qualche mese fa intervenne Steve Jobs, con il suo fascino, e dichiarò che sarebbero stati aumentati gli stipendi per contrastare tale situazione e che le condizioni di assunzione fossero più trasparenti. Ad oggi, però, le cose sembrano non esser così rosee, anche se non se ne parla più. Cosa sta succedendo alla Foxconn? quali sono i motivi di tale situazione? Spunti sufficienti per la nostra consueta rubrica “A fil di mela“, in cui non risparmiamo critiche alla nota azienda di Cupertino.
In un mondo globalizzato, in cui la spinta alla produzione e al consumo sono il “fine” di uno Stato, la Cina primeggia sul lato dell’offerta. Sappiamo tutti di quanto producano lì ad Est e di come producano: il basso costo della manodopera incentiva le grandi case a chiudere le aziende nei vari stati del mondo ed aprirle nei “paradisi produttivi”, Cina in primis. Senza parlare dell’assenza di una protezione per i lavoratori e delle norme sull’inquinamento (che, di fatto, frenano la produzione nel resto del mondo).
Su questa linea, Apple al pari di Dell, Hp, Nokia etc, ha investito in Cina. Così, una delle più grandi aziende, la Foxconn (nota per le vicende dei numerosi e susseguenti suicidi tra il 2009-2010) sta collassando dal punto di vista dei diritti. Già, i diritti, la parola farà rabbrividire i grandi Imprenditori capitalisti, che investono in Cina. Fa rabbrividire anche i Cinesi stessi, i dipendenti della Foxconn, che sembra non conoscano fino in fondo questa parola. Dopo gli eventi sopracitati, Apple ed altre aziende si impegnarono ad aumentare lo stipendo, per incentivare a lavorare di più e meglio. Ma le condizioni di lavoro sono importanti tanto quanto i soldi. Ed ecco che una ricerca dall’associazione noprofit Sacom, Students & Scholars Against Corporate Misbehaviour, ha visitato tra Marzo e Aprile di quest’anno alcuni stabilimenti cinesi della Foxconn (come detto, è il gigante hi-tech dell’assemblaggio di cellulari, tavolette, laptop, strumenti per la connessione in rete, server etc..) . Risultato? assolutamente negativo ed imbarazzante per Apple e Steve Jobs: tra le promesse di Jobs c’era infatti quella di una maggior trapsarenza delle condizioni di lavoro, trasparenza che non c’è secondo l’associazione (che ha intervistato molti dipendenti, circa 120 della Foxconn), infatti vengono nascoste alcune clausole come il dover lavorare 80-100 ore in più al mese e spesso non sono retribuite, nessuna protezione contro le polveri sottili e tossiche, 1 giorno libero solo dopo 13 giorni di lavoro, piuttosto che un contratto shock secondo il mio punto di vista: i dipendenti per esser assunti devono promettere di non suicidarsi.
Ricordiamo che nel 2010 Apple aveva verificato e ammesso alcuni problemi come ad esempio turni di lavoro non stop (8 ore no stop sempre in piedi), ed era vietato dialogare tra loro e di parlare all’esterno del proprio lavoro.
Insomma, sembra che le cose non siano cambiate e che Apple si sia curata solo di dare all’opinione pubblica maggior chiarezza (falsa), per non destabilizzare il mercato azionario piuttosto che “apparire come l’azienda che pensa ai dipendenti”, cosa che ad oggi non è.
Io personalmente sono abbastanza stufo, capisco che la domanda di iPad e iPhone mondiale sia incredibile ma veramente pensate che sia giusto lo sfruttamento di queste persone (sì, sono persone…! ) per poter rientrare in un numero prestabilito di iDevice? Penso che la situazione sia ingestibile, ormai, ed Apple deve prendere dei provvedimenti seri e non di facciata, almeno, questo è ciò che io mi auguro. Ma le cose lì in Cina non dipendono solo da Apple ma anche da fattori sistematici, contro cui, però, Apple può lottare e dare il buon esempio.

















