Probabilmente, quella sera Jason non immaginava che, al ritorno da una tranquilla cena con la moglie, avrebbe trovato la porta sfondata, la casa a soqquadro e degli sconosciuti con la faccia da “Agente Smith” che infilavano le loro mani inguantate tra le sue cose. Soprattutto, non pensava che si sarebbero portati via tutti i suoi preziosissimi dispositivi informatici. Certo qualcuno doveva averlo avvisato, magari gli avvocati dell’azienda, che la vicenda non si sarebbe conclusa con un sarcastico scambio di mail tra uffici legali, perché Apple non perdona. Jobs non perdona. E l’affronto che Jason si era permesso di compiere ai danni di sua maestà, El Jobso come lo chiamano alcuni, era davvero troppo grande.

ladro laptop Capitolo Primo: Ex pirati, sbirri e blogger temerari

Ma ve l’immaginate? Uscire in esclusiva con le foto del prototipo dell’ultimo smartphone di Cupertino, mentre in rete si inseguono indiscrezioni, voci di corridoio, si sprecano i “si dice” e i “pare che” sull’iPhone 4, mentre i fanboys di tutto il mondo fremono con il fiato sospeso in attesa del lancio ufficiale previsto due mesi dopo. Uno smacco alle famigerate misure di sicurezza da bunker della Cia del campus di Cupertino che Steve Jobs, l’ex hippy del Think different, non può accettare. Ma Jason chi è?

Occhi a mandorla, sorriso nerd, Jason Chen è un blogger statunitense, anzi è l’editor di uno dei blog di gadget e tecnologia più noti e seguiti d’America, Gizmodo, con propaggini in tutto il mondo (Italia compresa). Ed è talmente un appassionato di tecnologia e un estimatore dei prodotti Apple che sull’iPhone ha anche scritto un libro, nel 2007: “Come fare qualsiasi cosa con il vostro iPhone“. Un blogger che, con il suo stile irriverente e immediato, non ha certo chiesto il permesso per lanciare lo scoop dell’anno, quando gli si è presentato davanti.

La mattina in cui negli uffici di Gizmodo è arrivata la telefonata che proponeva l’acquisto di quello che sembrava a tutti gli effetti il prototipo dell’ultimo nato di casa Apple, probabilmente nessuno è stato a pensarci più di tanto, nonostante le prevedibili rogne legali che sarebbero seguite. Quelli di Gizmodo non ne hanno fatto mistero: il prototipo è costato 5.000 dollari. Ma la cifra, in questa storia, è decisamente il punto meno rilevante.

Il fatto è che l’occasione era troppo ghiotta e che quell’esclusiva ha fatto balzare Gizmodo in cima al top ranking dei motori di ricerca e gli ha fatto guadagnare circa quattro milioni di visite. Quattro milioni. In poche ore.

Il caso scoppia contemporaneamente all’uscita sul blog del primo post che parla delliPhone 4. Chi ha urlato allo scandalo, chi alla ricettazione, chi allo spionaggio industriale e al furto di proprietà intellettuale, chi indignato, s’è messo a dare lezioni di perbenismo dell’informazione e chi istericamente ha invocato l’intervento delle forze dell’ordine e della Giustizia, con la G maiuscola.

Ma siamo onesti: chi non avrebbe fatto la stessa identica cosa? Quale cronista si lascia scappare documenti top secret senza farsi troppe domande su quale sia la loro origine? Quale direttore di testata non pagherebbe per avere le foto dei tanga in bella mostra attorno alla piscina del primo ministro? A parte i moralismi e le tristi invidie da scoop mancato, un’esclusiva è un’esclusiva, e Jason e Gizmodo non se la sono fatta scappare. Ma dove arriva l’epilogo di questa storia?

….continua nel prossimo articolo…rimanete sintonizzati