Qualche giorno prima dello scoop, il 18 marzo di quest’anno, un giovane programmatore in forza ad Apple si ritrova con qualche amico a festeggiare il suo ventisettesimo compleanno al Gourmet Haus Staudt, un pub dove servono birra tedesca, a Redwood City, in California.

Una birra tira l’altra e Gray Powell si ritrova con tanto alcol in corpo da non essere più in grado di reggersi in piedi. A restare ancora vigili sono le sue pulsioni geek che lo spingono a scattarsi una foto con lo smartphone che ha con sé e a pubblicarla su Facebook (e dove, sennò?). Sfatto e ubriaco, se ne va e non si accorge di avere lasciato sul tavolo, insieme all’ultimo neurone sobrio, anche il “suo” iPhone nascosto dentro una custodia che lo fa sembrare un esemplare della versione già in commercio.
A questo punto la dinamica si fa un po’ contorta. A trovare il prototipo sarebbe stato Sage Robert Wallower, ventisettenne studente di Berkeley esperto di crittografia. Sage, avrebbe poi consegnato il telefono a Brian J. Hogan, un suo amico di 21 anni con cui era andato a bere nello stesso pub di Gray Powell.
I due, dicono gli avvocati, hanno chiesto in giro di chi fosse il cellulare e, non avendo trovato il proprietario, se ne sono an- dati portandoselo via. Il telefono resta a Brian che giunto a casa si accorge, guardandolo meglio, che non è un iPhone 3GS, quello già in commercio. Certo gli somiglia, ma non lo è.
Smanetta un po’ e trova che l’ultima cosa fatta dal proprietario è stata caricare una foto su Facebook. È lì che, a quanto pare, scopre la faccia di Gray e pensa di restituire il telefono l’indomani. Peccato che al suo risveglio il telefono non funziona più. Bloccato dal quartier generale di Apple, impossibile farne qualsiasi uso. Che fare? Chiamare Apple e tentare di restituire il dispositivo sembra essere una buona idea.
Gizmodo racconta che Brian chiama diversi numeri di Apple ma l’unica cosa che ottiene è un ticket, ovvero una segnalazione, come quelle che le aziende aprono dopo avervi tenuti due ore ad ascoltare un’odiosa musichetta e avervi fatto parlare con un ragazzino di un call center che non sa neanche di cosa stiate blaterando.
A quel punto, dato che nessuno sembra interessarsi alla questione, qualcuno, forse Sage, suggerisce a Brian di contattare i tre blog specializzati in tecnologia più seguiti e popolari d’America: Gizmodo, Engadget e Wired. Ad accettare di comprare, per 5.000 dollari, il misterioso dispositivo è Gizmodo. Misterioso perché in quel momento nessuno ha la certezza che si tratti davvero di un prototipo. E se fosse un fake? Ma il rischio vale la pena di essere corso e il 19 aprile esce lo scoop che immediatamente fa discutere tutto il mondo. Mentre i fanboys impazziscono, Steve Jobs e tutta la Apple si fanno prendere dalla rabbia più cieca….
Continua nel prossimo capitolo!




















Ah, io me lo sarei tenuto…..vuoi mettere, tra 10 anni avere uno dei prototipi di iPhone 4 tra le mani ???
Io lo avrei venduto solo a cifre altissime..
Infatti…. 5000 per un prototipo sono pochissimi!!!!
Poi vabbè se l’ha venduto avrà le sue ragioni…