Jobs è furioso: quei ficcanaso hanno il suo preziosissimo prototipo nelle mani e lo hanno svelato al mondo intero e lui non può più fare nulla. I suoi mitologici sistemi di sicurezza hanno fallito e un manipolo di blogger si fa beffe di lui.

12 779x1024 Capitolo terzo: Andate e Sequestrate

Gizmodo, però, ci prova a restituire quell’embrione di iPhone 4 ad Apple. John Herrman, uno dei giornalisti dello staff di Gizmodo, riesce a rintracciare per telefono Gray Powell, l’ingegnere ormai ventisettenne amante della birra tedesca, e gli dice di avere il telefono e di volerglielo restituire. Gray, in palese difficoltà, gli risponde che qualcuno più titolato di lui lo contatterà.

È sempre il 19 aprile quando il vicepresidente di Apple, Bruce Sewell, scrive al direttore editoriale di Gizmodo, Brian Lam, una lettera nella quale dice di essere a conoscenza del fatto che il blog è in possesso “di un dispositivo che appartiene ad Apple”. Sewell vuole anche sapere dove e quando incontrarsi per la restituzione. Per Apple, il telefono è ufficialmente rubato.

Brian risponde dandogli il contatto di Jason Chen perché è lui ad avere fisicamente il telefono che, per quanto ne sanno loro, non era stato rubato ma trovato per caso in un bar.

Apple non si accontenta, deve dimostrare tutto il suo potere ma non lo fa licenziando Powell, che in fondo ha solo bevuto una birra di troppo nel momento sbagliato. Piuttosto inizia una vera e propria guerra con chi ha diffuso la notizia, Jason, e il blog per cui lavora, Gizmodo. E per farlo, manifesta uno sfoggio di forza degno di un regime ed esercita tutto il suo ascendente sulla React (Rapid Enforcement Allied Computer Team, la task force di Silicon Valley), una specie di polizia creata apposta per occuparsi di reati che hanno a che fare con l’IT istituita dalle autorità di Santa Clara. Un corpo, insomma, che tutela gli interessi delle imprese tecnologiche sulla quale, secondo il giornalista Jason Cook, Apple avrebbe una notevole influenza. Steve Jobs, in un’intervista trasmessa nel noto talk show televisivo All things D, ha accusato Gizmodo di estorsione solo perché il blog gli aveva richiesto una mail che confermasse a livello ufficiale la restituzione del prototipo dell’iPhone 4. La motivazione legale per l’intervento della React viene comunicata alla stampa dal procuratore Steve Wagstaffe della contea di San Mateo, dove si svolge tutta la vicenda. Infatti la React interviene quando l’oggetto in questione è talmente particolare che gli agenti di polizia non sarebbero in grado di stabilirne il valore. Solo il fatto che il dispositivo risultasse rubato è bastato a far scattare il blitz.

Così, nella notte tra il 23 e il 24 aprile, gli uomini della React e la polizia fanno irruzione nell’appartamento di Jason Chen con un mandato di perquisizione e sequestrano una scatola piena di biglietti da visita, un MacBook bianco e due MacBook Pro, due hard drive esterni da 250GB, due fotocamere digitali, un cellulare Motorola modello A855, due flash drive Usb, un server Hp, un laptop Ibm, un iPad da 32GB, un computer desktop Dell e un iPhone da 16GB…..ci sarà un quarto capitolo….resta sintonizzato….e lo saprai….(io sono molto fiducioso)

Mandato di perquisizione:

…..to be continued!