
Ieri sera è successo un finimondo per la galassia di utenti, milioni di utenti in tutto il mondo, che usavano il servizio Megaupload; inutili le presentazioni dello stesso perchè tutti sappiamo cosa è e a cosa serve il più grande sito di archiviazione e condivisione di file musicali, video, libri, film e chi più ne ha più ne metta.
L’operazione di sequestro e quindi di chiusura è stata condotta dal Federal Bureau of Investigation, meglio noto come FBI, che ha sequestrato il sito e arrestato il fondatore del sito Kim Schmitz, altre due persone che in quel momento si trovavano in Nuova Zelanda e spiccato mandati di cattura per numerosi altri soggetti che sono ancora ricercati, quindi, dalle autorità statunitensi in una sorta di caccia all’uomo mondiale.
L’offensiva dell’ FBI e del governo USA è partita 24 ore dopo lo sciopero di internet che, il 18 Gennaio scorso, ha visto l’oscuramento di molti colossi del web come Google e Wikipedia contro il SOPA (Stop Online Piracy Act), una “leggina” che il parlamento USA sta discutendo e che, secondo molti (colossi compresi), metterebbe a repentaglio la libertà di espressione sul web.
Contro Schmitz e soci sono state mosse accuse pesantissime che vanno dall’associazione a delinquere finalizzata all’estorsione al riciclaggio e alla violazione della legge sul diritto d’autore; accuse che nell’ordinamento giudiziario a stelle e strisce valgono almeno 50 anni di prigione.
Alla diffusione della notizia di quanto accaduto è partita la controffensiva degli hacker di Anonymous, già noti per aver bloccato i siti dei governi di mezzo mondo nel corso del 2011, che hanno attaccato e “abbattuto” i siti web del Dipartimento di Giustizia USA, della casa discografica Universal, della Recording Association of America (Riaa) e della Motion Picture Association of America (Mpaa) rendendoli, di fatto, completamente inaccessibili.
“Una guerra”, la “terza guerra mondiale”, la “battaglia finale per la libertà” ha tuonato qualcuno su Twitter mentre l’hashtag #megaupload diventava, a pochi minuti dalla diffusione della notizia, il Trend Topic in tutto il mondo e mentre le notizie, poche almeno per l’Italia, venivano linkate a go-go sui profili Facebook di migliaia di utenti dispiaciuti per questa chiusura.
E l’ira del web e dei suoi utenti non si placa nemmeno stamattina perchè sono in molti ad aver utilizzato (“chi è senza peccato scagli la prima pietra” si dice in giro) i servizi di Megaupload e quelli della consociata Megavideo anche e soprattutto per guardare “a sbafo” film e serie tv altrimenti a pagamento. Ed è per questo motivo che Megaupload è stato chiuso e, purtroppo si sa, quando si viola una legge la giustizia prima o poi te la fa pagare soprattutto se ti trovi negli Stati Uniti d’America dove per violazione del diritto d’autore, appunto, rischi 50 anni (inutile ricordare che, ad esempio, il responsabile presunto della tragedia del “Costa Concordia”, certo Comandante Schettino, rischierebbe 15 anni di carcere per aver naufragato con una nave da 450milioni di euro con oltre 4200 passeggeri a bordo all’Isola del Giglio e aver provocato la morte di decine di persone, ovviamente in Italia).
Ma non voglio fare il giustizialista, perchè non lo sono, ma voglio invece chiedere a voi cosa ne pensate di tutto quanto quello che è accaduto. Commentate gente, commentate.










![[REDEEM-CONTEST] In palio 4 copie di Localscope!](http://www.applemobile.it/wp-content/uploads/2012/05/redeem-50x50.png)









da una parte è giusto che il diritto d’autore venga tutelato… penso che quest’operazione sia un’antipasto del SOPA.. il problema è che, si rischia veramente la paralisi della libera informazione sul web? Probabilmente sì… in ogni caso, megaupload era utile per caricare file di grandi dimensioni.. a prescindere dai film e dalle cose “illegali”
Bel finale dell’articolo…ma 50 anni non son troppi?????
pessimo tempismo per l’FBI… la guerra è solo all’inizio
noooo il miglior sito bloccato
e davvero un peccato