E’ notizia di questi giorni che Ramzi Amri, un presunto oncologo di Harvard, afferma che Steve si sarebbe potuto salvare dal cancro al pancreas seguendo le giuste cure. Questa tesi però viene smentita da Filippo Cremonini, gastroenterologo all’Harvard medical school, andiamo a scoprirne i motivi.mosaico jobs Smentito loncologo che dichiarò che Jobs si poteva salvare

Filippo Cremonini ha voluto smentire la tesi choc che Ramzi Amri aveva portato avanti, quest’ultimo infatti afferma che il fondatore di Apple seguì un percorso sbagliato per guarire dalla malattia, usando metodi non convenzionali ma sperimentali, che fecero diventare il tumore letale.

Il gastroenterologo italiano invece fa parte del Beth Israel Deaconess Medical Center dell’Harvard Medical School, quindi è assolutamente una figura importante e consolidata all’interno della medicina, ma andiamo a leggere le sue parole dette al Corriere della sera:

Mi sento in dovere di precisare, a titolo personale ma da competente della stessa organizzazione che questo signor Ramzi Amri NON è un oncologo di Harvard come hanno scritto i giornali ma un semplice “Fullbright scholar” senza laurea in Medicina riconosciuta negli USA, in soggiorno temporaneo a Boston, e non sembra sia nemmeno un clinico. Insomma: persona giovane e scommetto brillante, ma praticamente uno studente in visita.

Quindi sembra che questo Ramzi abbia fatto delle dichiarazioni alquanto sommarie, infatti non conosceva personalmente Steve Jobs e non aveva mai dato uno sguardo alla sua cartella clinica.

Sicuramente è stata una mossa per tirare acqua al suo mulino e far parlare di se, per di più associando il suo nome all’importante scuola di Harvard. La gravità delle dichiarazioni è poi amplificata dal fatto che dichiari il 100% di casi risolti su quel tipo di cancro, venendo meno al suo obbligo di non parlare visto il segreto professionale.

Durante l’intervista il famoso gastroenterologo presume che lo studente ora incorrerà in conseguenze disciplinari e persino penali avendo tirato in ballo il nome della gloriosa università totalmente estranea a lui.

Fonte: corriere della sera

Davide Bonadeni