Spotify, il servizio musicale di streaming che ha fatto il giro del mondo facendo parlare di se, ancora non è nemmeno in previsione di lancio nel nostro paese. A beneficio di chi ancora non lo conosce, spieghiamo brevemente di cosa si tratta.
Attraverso Spotify si possono ascoltare gratuitamente milioni di brani musicali di artisti selezionati appena usciti sul mercato, in maniera del tutto legale, o accedere illimitatamente alle canzoni di qualsiasi artista e senza pubblicità, sottoscrivendo il piano Premium o Unlimited dal costo rispettivo di 9,99 e 4,99 dollari mensili. La qualità è eccellente e i brani costantemente aggiornati. Ma come fare per utilizzarlo dall’Italia? La procedura è molto semplice e può essere eseguita anche da chi non è un utente avanzato. Alla base del “trucco”, chiamiamolo così, c’è far credere ai server di Spotify che noi ci troviamo in un paese in cui Spotify è attivo, per esempio in America. Occorre cambiare quindi il nostro indirizzo Ip. Abbiamo due modi per farlo: attraverso un web proxy o tramite software. A volte, quando si ha un indirizzo ip statico assegnato dal gestore di telefonia, il web proxy potrebbe non funzionare, resta sempre possibile il secondo metodo. Potete cambiare il vostro ip passando per un server americano attraverso il sito NewIp digitando nella barra l’indirizzo di Spotify e scegliendo il server giusto dalla lista sottostante. In alternativa potete usare un software gratuito come TunnelBear, programma con cui mi trovo benissimo, che offre 1Gb di dati per navigare con Ip americano o inglese. 1Gb non sono tanti, direte, se si ascolta molta musica. È vero. Ma anche qui c’è un piccolo trucco, che ho scoperto quasi per caso. Per risparmiare sul volume dati offerto da TunnelBear basterà avviarlo, avviare successivamente il player di Spotify, far riprodurre un brano e poi spegnere TunnelBear. Questo perché il server di Spotify che dialoga con il software controlla il vostro Ip solo al momento della connessione (almeno è così fino a ora). Ma facciamo un passo indietro: avete scaricato TunnelBear, o state usando il web proxy, andate sul sito di Spotify, e vi registrate. La registrazione, strettamente legata a Facebook, avverrà collegando il vostro profilo all’applicazione. Una volta registrati sarete reindirizzati per scaricare appunto il player di Spotify. Scaricate e lanciate con l’ip americano già attivo.
L’applicazione farà una scansione della vostra musica in locale, compreso la libreria iTunes, che potrete riprodurre facilmente da quella posizione. Interessante anche la possibilità di aggiungere applicazioni al player, come quella di last.fm, quella dei suggerimenti musicali di “Rolling Stone” e tante altre che vi faranno trovare la musica giusta secondo i vostri gusti. Non solo: la musica migliore vi seguirà ovunque grazie all’app iOS di Spotify scaricabile attualmente dallo store americano qui.
Attraverso l’app agli utenti premium è permesso la sincronizzazione di tutte le playlist e i preferiti sul dispositivo e con la possibilità di ascoltarli in modalità offline. Una cosa è certa: sentiremo ancora parlare di Spotify, un fenomeno che si sta allargando in tutto il mondo, un servizio interessante che ci permette di conoscere la musica dei nostri artisti preferiti prima di comprarla, o di conoscerne di nuovi. Noi dello staff vi auguriamo buon ascolto e buon divertimento!






















