L’artista Kyle McDonald ha installato un programma su dei computer in due nuovi Apple Store di New York i quali scattano un’istantanea ogni minuto. Al momento i suoi personal computers sono stati confiscati dai servizi segreti statunitensi.
Il progetto di McDonald era quello di catturare l’espressione della gente davanti ai vari Mac esposti negli store, un progetto nato dopo aver studiato sé stesso davanti a un computer per due giorni utilizzando lo stesso programma.
“Penso che se fosse possibile vedere noi stessi davanti a un computer allora penseremmo molto di più ai nostri computer e a come li usiamo” ha dichiarato.
Per tre giorni il programma di McDonald ha documentato come la gente guarda i computer negli Apple Store. Considerato che gli store ogni sera cancellavano tutti i dati della giornata, è dovuto tornare indietro ogni giorno a reinstallare il programma. Ha caricato abilmente una raccolta di foto sul blog Tumblr e domenica scorsa ha esibito il suo lavoro in una mostra presso l’Apple Store sulla 14^ strada a Soho. Quando la gente ha iniziato a vedere una foto di sé stessi e di altre persone davanti ai vari computers, nessuno ha esultato!
“Abbiamo questa espressione quando usiamo i computers, in pratica non interagiamo con nessuno, solo con una macchina“, ha dichiarato un 25enne di Brooklyn. “Anche se ci sono un sacco di persone all’interno del negozio non stanno interagendo tra di loro. E se succede qualcosa di strano non c’è nessuno che se ne accorge e dice <Ehi, ha visto quello?>“
Per realizzare il suo progetto McDonald ha coinvolto circa 100 computer degli Apple Store che contattavano il suo server ogni minuto generando, di conseguenza, un sacco di traffico in rete. Un tecnico Apple si è insospettito tracciando il traffico verso il sito di McDonald e scoprendo il programma utilizzato per scattare le foto installato su varie postazioni degli Apple Store.
McDonald ha pensato che dopo essere stato scoperto da Apple probabilmente per loro non era un grosso programma. Almeno fino a quando quattro uomini in giacca e cravatta giovedì mattina lo hanno svegliato con un mandato di perquisizione per frode informatica. Hanno sequestrato due computer, un iPod e due unità flash, informando McDonald che sarebbe stato contattato separatamente da Apple.
Il problema più grande ora è vedere se McDonald ha violato qualche legge o no.
“Il mio pensiero principale è quello di passare il mio tempo e spendere il mio denaro per lavorare piuttosto che stare dietro a un’indagine per frode informatica.“
E avrà anche bisogno di acquistare un nuovo computer, cosa che non era in programma.
“Speriamo che mi lascino entrare all’Apple Store almeno!“
Che dire, la privacy è una brutta storia dalle mille sfaccettature. Telecamere ovunque, istantanee catturate in ogni posto della terra. Ma i nostri diritti sono veramente tutelati? Credete che McDonald abbia commesso un reato? Forse quello di avere installato programmi illeciti in un sistema che non era il suo, siamo d’accordo. E forse nel mostrare in pubblico le foto scattate, vero. Ma mi viene da chiedere, spontaneamente, che fine fanno le immagini e i video delle telecamere posizionate ad ogni angolo delle nostre città? Che usi ne vengono fatti? Meditate gente, meditate, e quando vi trovate davanti a un computer ricordatevi che siete umani, interagite con gli altri che nel mondo, per fortuna, abbiamo ampie possibilità di socializzare!
[via]



















