
Twitter, il social network più in voga negli ultimi tempi utilizzato da star e starlette, oltre che da milioni di comuni cittadini, sta entrando prepotentemente nel panorama del web italiano anche grazie al boom che la televisione gli sta regalando con le varie menzioni e addirittura i live tweet durante le varie trasmissioni Piazza Pulita, Servizio Pubblico, Isola dei Famosi e chi più ne ha più ne metta.
E allora tutti noi stiamo li ad arrovellarci per capire come aumentare i nostri followers, a seguire e commentare gli hashtag più usati e tentare, in molti casi invano, di diventare le tweet-star del momento. Tutti parlano di Twitter: followers, hashtag, reetweet, following sembrano essere diventati il pane quotidiano anche di chi, fino ad un minuto prima, era avverso alla tecnologia e ai social network in particolare.
Ma Twitter non è un social network si dirà, è una piattaforma di micro-blogging !!! E’ vero, almeno in parte, perchè i numeri e i risultati di questo servizio nel nostro paese stanno diventando davvero interessanti e, se il trend continuerà ad essere tale, Twitter in Italia rischia di diventare in poco tempo il sito più visitato e cliccato. Ma quello che di Twitter ci sorprende di più è la rapidità con il quale le notizie, quelle vere che dovrebbero essere appannaggio dei giornalisti e dei media tradizionali, arrivino rapidamente sulla piattaforma se non, addirittura, in anticipo.
E’ uno dei casi più eclatanti si è verificato proprio in questi giorni: la notizia della scomparsa dell’ex Presidente della Repubblica Oscari Luigi Scalfaro è arrivata su Twitter addirittura 2 ore prima che le agenzie di stampa la battessero e la rendessero pubblica a beneficio, poi, dei giornali tv e radio. E non è l’unico caso, ricorderete la fine dello scorso anno quando il Governo guidato da Silvio Berlusconi lasciò il passo a quello attuale a guida Mario Monti, ebbene in quei giorni si scatenò un toto-ministri senza precedenti, tutti volevano sapere chi fossero i Ministri tecnici che avrebbero dovuto portarci fuori dalla crisi e, proprio su Twitter, alcuni studenti della Bocconi ci fecero sapere che Profumo sarebbe diventato Ministro dell’Istruzione mezza giornata prima che lo stesso Profumo assumesse l’incarico davanti al Capo dello Stato.
Twitter, insomma, è diventata fonte di informazione primaria e anche i colossi dell’informazione italiana come l’ANSA si sono adattate e, ieri (30/01) proprio l’ANSA che probabilmente si era avvilita per seguire la visita del Capo dello Stato Napolitano a Bologna dove ha ritirato una Laurea ad Honoris Causa, ha dovuto cedere il passo a Twitter e pubblicare, nella parte del proprio sito dedicata alla visita e alle relative e molteplici contestazioni degli studenti, un modulo che non faceva altro che visualizzare i tweet degli utenti con l‘hashtag #napolitano (tra l’altro trend-topic del giorno) rinunciando alle notizie dei loro cronisti professionisti.
Una rivoluzione che molti sono riusciti a cavalcare e che, in Italia, sta crescendo sempre di più prendendo la conformazione di un radicale e incisivo cambiamento nel modo di informarsi e di informare. Tutti partecipano insomma al processo di diffusione delle notizie, dal ragazzo in bicicletta che assiste ad una rapina e twitta in diretta l’accaduto, alla star della tv che commenta un fatto di cronaca come un editorialista d’altri tempi.
A proposito, anche io sono su Twitter e se volete mi trovate qui.




















